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Note e Appunti sul nostro iPhone sono al sicuro?

Autore: Vins
Data: 5 Ago 2020
Note e Appunti sul nostro iPhone sono al sicuro?

Qualche tempo fa è accaduto lo scandalo: gli iPhone, ritenuti fra i più sicuri degli Smartphone, hanno subito un’immensa quantità di dati trapelati. Che cosa sarà stato mai a causare un simile atto di pirateria? Un attacco Hacker? Un malware misterioso? In realtà, è stato colpa di Tiktok: uno dei programmi che al momento vanno più in voga fra i giovani.

L’intero evento è accaduto per un semplice motivo, ovvero il come iOS 14 tiene ancora più cura della Privacy rispetto alle vecchie versioni. Questo sistema operativo infatti rende noto quando un App controlla, e legge, tutto ciò che abbiamo copiato negli appunti. Questo può risultare in foto, video, o anche stralci di testo molto importanti (anche password) che abbiamo copiato per qualche nostro affare personale. Si può trattare d’informazioni che possono essere anche estratte e mandare in un server esterno, cosa che – vista l’origine Cinese dell’App – ha giustamente causato un certo caos.

Apps che hanno accesso alle note

Sta il fatto però che sotto un certo punto di vista, TikTok non è il solo. Anzi: anche molti browser famosi come Chrome possono ritrovarsi fra i programmi che leggono i nostri appunti presenti sull’iPhone. Perciò, esattamente, perché fanno tutto ciò? Sono davvero tutti da condannare?

Il problema maggiore è la mancanza di chiarezza sull’uso della nostre informazioni, questo è sicuro. Si da il caso che questa funzione esiste nelle Apps ormai da molto tempo, e fa parte d’un ottimizzazione per rendere le cose più “Smart”. Il modo in cui funziona è semplice: se ad esempio state effettuando la ricerca d’un posto su una mappa, il servizio può leggere il luogo che avete copiato negli appunti ed incollarlo da sé. Nessun operazione aggiuntiva è richiesta dall’utente. Questo può accadere anche con altri programmi, come magari uno dedicato alle spedizioni, che può leggere il numero di tracking automaticamente senza bisogno del nostro intervento.

Ma, purtroppo, questa funzione è parecchio abusata. Programmi come TikTok non hanno davvero bisogno di leggere queste informazioni, a meno che non sia per capire la preferenza che gli utenti hanno verso qualche canzone o qualche autore presente nel loro servizio. Del resto però, il modo in cui l’hanno fatto è certamente troppo di nascosto: numerosi sono i dubbi in quel caso, specialmente per quel che riguarda il contenuto su solo testo (il quale appunto può essere mandato in remoto ovunque e in maniera istantanea). Questo può, sì, saltare la sicurezza d’un manager di password o anche di qualche contenuto criptato: è pur sempre qualcosa che abbiamo salvato in memoria, nei nostri appunti, ed è perciò leggibile come “testo crudo” senza alcuna protezione a fermare atti di questo genere.

Fortunatamente però, alcuni Manager hanno attualmente l’opzione di ripulire i nostri appunti ogni 2-3 minuti. Se quest’evento vi ha fatto sentire meno sicuri, potete magari decidere di optare per questa funzione se presente nel vostro Manager.

Inoltre, anche se abbiamo menzionato Chrome, i normai siti web non hanno attualmente il permesso di controllare i nostri appunti. L’App può farlo, ma non un normale sito. Ciò significa che ad esempio Twitter non può leggere i vostri appunti se state usando un browser, in quanto questo non da il permesso di farlo: deve chiederlo all’utente. Se invece state usando l’App di Twitter, chissà: può darsi che questo programma sta controllando ciò che avete copiato in memoria.

Come già detto, non sempre è il caso che questo sia fatto in cattiva fede. Ma vista la mancanza di rapporti chiari in ambito, bisogna mettersi in regola e installare un ulteriore permesso in iOS per leggere gli appunti presenti in memoria. L’Apple è già al lavoro su questa faccenda, perciò non preoccupatevi: eventualmente, verrà posto un sistema per bloccare questa lettura truffaldina.

Ma può succedere anche su Android? In un certo senso, sì: ma quest’ultimo già da un certo tempo notifica gli utenti, oltre che offrire il permesso che può essere disattivato, sulla presenza di quest’attività di lettura.

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